Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica

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Trattamento della mammella tuberosa asimmetrica

Trattamento della mammella tuberosa asimmetrica con la lipostruttura o trapianto di grasso


Correzione dell’asimmetria tra le due mammelle e correggere la deformità stessa.


La mammella tuberosa asimmetrica è una rara malformazione caratterizzata da un incompleto ed anomalo sviluppo della ghiandola mammaria caratterizzati dalla presenza di un cercine fibrotico che costringe il parenchima mammario conferendo alla mammella interessata un tipico aspetto con base di impianto molto stretta, erniazione della ghiandola attraverso l’areola che appare allargata.
Oggi è possibile trattare tale deformità senza l’utilizzo delle protesi, ma utilizzando esclusivamente il grasso della paziente stessa mediante la tecnica della lipostruttura mammaria.
Con tale metodica è possibile correggere i deficit volumetrici, correggere l’asimmetria tra le due mammelle e correggere la deformità stessa rilasciando le fibrosità causa della malformazione. A seconda del grado di ipoplasia mammaria, potranno essere necessarie due, tre o quattro sedute di lipostruttura, eseguibili in anestesia locale con sedazione ed in regimi di day-surgery.

CASO CLINICO N°1


CASO CLINICO N°2


 

 

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Occhi orientali, mani italiane

A Milano la chirurgia plastica per cinesi


Ritocchi alle palpebre e agli zigomi, ma la maggioranza delle pazienti vuole marcare di più il naso: cronaca di un boom annunciato.


LA STAMPA (intervista a Fabrizio Tomassetti)
Il sorriso di soddisfazione è intraducibile. Quasi nessuna riesce a contenerlo. Ma se ne vanno come sono entrate, in punta di piedi, senza fiatare. Chen Li è la prima paziente di oggi a lasciarsi andare, trentacinque anni, è ormai di casa in Italia da dieci, si guarda e squittisce trionfale: «Wo yu bi zi le!» Finalmente ho un naso! Il centro di Fang Fang ha aperto due anni fa a Milano per esaudire la richiesta sempre crescente di interventi di piccola chirurgia estetica da parte della buona borghesia cinese, nella via dello struscio di Chinatown, Paolo Sarpi angolo via Rosmini.

ORGOGLIO ORIENTALE
La domanda è maliziosa ma la risposta un po’ meno banale, secondo il chirurgo torinese Fabrizio Tomassetti, 42 anni, oggi a Milano per collaborare con il centro. «I tratti orientali restano un orgoglio, un fatto di identità. La carnagione anzi, che noi vorremmo abbronzata, qui si chiede di schiarirla e levigarla il più possibile. Il modello di bellezza resta diverso, è candido, diafano. In Cina c’è un’ossessione culturale per tutto quel che dev’essere armonico. E l’armonia del viso nel suo insieme è alla base di studi antichissimi di fisiognomica. In passato anche legati a codici di predizione del destino e del futuro. Ci sono ragioni storiche profonde e diverse dalle nostre dietro il ricorso cinese alla chirurgia». Un ricorso quantomeno laico, oggigiorno, a leggere le stime (in crescita) diffuse dall’Isaps, Società internazionale di chirurgia plastica ed estetica, se sono le mamme, ormai, a portare i ragazzi.

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